Psicologa Roma San Paolo Ostiense

Dott.ssa Sara Garibaldo – Psicologa Roma San Paolo Ostiense

Psicologa Roma San Paolo Ostiense

Insonnia: che cos’è e come riconoscerla

L’insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato da una reiterata difficoltà di inizio, durata, mantenimento o qualità del sonno. Si tratta di un disturbo molto diffuso, che interessa circa il 30% della popolazione (e il 50% degli over 50). Soffrono di insonnia soprattutto le donne e gli anziani.

Il disturbo è presente nonostante l’opportunità di ottenere condizioni e quantità adeguate di sonno e determina una serie di conseguenze diurne negative. Tra queste, le principali sono cattivo umore, irritabilità, difficoltà cognitive, eccessiva sonnolenza durante le ore del giorno. L’insonnia si definisce ‘primaria’ quando si presenta come forma indipendente e autonoma per eziologia e sviluppo, mentre è detta ‘secondaria’ se è conseguenza di un’altra condizione medica o psichiatrica. Secondo l’International Classification of Sleep Disorders è possibile distinguere cinque forme di insonnia primaria. Esse sono: il disturbo di insonnia da adattamento, l’insonnia soggettiva, l’insonnia da inadeguata igiene del sonno, l’insonnia idiopatica e l’insonnia psicofisiologica

Non riesco a dormire: preoccupazione per il sonno e fattori di mantenimento del disturbo di insonnia

L’insonnia psicofisiologica è la più comune forma di insonnia primaria ed è quella in cui entrano maggiormente in gioco fattori di mantenimento cognitivi e comportamentali. Secondo diversi autori, tale forma di insonnia si svilupperebbe a causa di due elementi principali: le preoccupazioni del soggetto riguardo all’insonnia e alcuni processi di condizionamento.

“E se nemmeno stasera riuscissi a dormire?”

Dopo una occasionale notte insonne dovuta a motivi di stress, eventi ansiogeni o traumatici, lutti o problemi di salute, il soggetto, in prossimità dell’ora in cui abitualmente va a dormire, sviluppa pensieri intrusivi disfunzionali riguardo all’insonnia. Tali pensieri hanno conseguenze spesso negative per il sonno.

In primo luogo, infatti, questi pensieri determinano un bias attentivo tale per cui l’attenzione del soggetto si focalizza sul riuscire o meno a dormire. La persona perciò si “sforza” di dormire con il risultato paradossale di rimanere sveglio. In secondo luogo, la preoccupazione di non riuscire a dormire determina un arousal emotivo che impedisce il rilassamento fisico e psichico indispensabile per il sonno.

Cause dell’insonnia e fattori di rischio

Gli eventi stressanti della quotidianità possono influire sulla qualità del sonno e in alcuni casi determinare lo stabilizzarsi di un quadro invalidante di insonnia. Questo disturbo, infatti, si può presentare come disturbo reattivo a specifiche situazioni psicosociali. Si pensi ad esempio ad un lavoro poco remunerativo o insoddisfacente; alla preoccupazione per la salute di un familiare; alle difficoltà relazionali e in generale al nervosismo o alla tensione.

Anche le nostre abitudini quotidiane possono disturbare il sonno. È diffusa la convinzione che consumare bevande alcoliche prima di coricarsi favorisca il sonno. In realtà uno studio condotto da ricercatori giapponesi ha confermato che l’alcol può provocare insonnia e privare delle sue funzioni lo stato di riposo.

Insonnia e utilizzo di smartphones e schermi luminosi

Un recente studio ha dimostrato come anche l’uso delle smartphone possa costituire un fattore di rischio ben definito. Gli schermi illuminati di smartphone e tablet emettono le cosiddette onde blu, ovvero luce a breve lunghezza d’onda che ha un forte impatto sulla sonnolenza diurna.Essa infatti ritarda il rilascio della melatonina, rendendo così più difficile prendere sonno di notte. Quando andiamo a dormire dovremmo abituarci al buio attraverso un lento processo graduale. Risulta chiaro che uno schermo illuminato nella totale oscurità non può che influenzare questo ingresso nel sonno in maniera brusca e forzata. Così facendo, lo schermo luminoso va a danneggiare i nostri ritmi circadiani, influenzando così la successiva fase REM (Rapid Eye Movement), fase del sonno fondamentale per l’apprendimento e la memoria.

Trattamento e cura dell’insonnia

Il carattere invalidante che l’insonnia può assumere quando si protrae nel corso del tempo rende necessario intervenire. Una corretta igiene del sonno è indubbiamente il primo passo, ma non sempre è sufficiente, soprattutto se il disturbo si è radicato nel corso del tempo.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale si è rivelata particolarmente efficace per intervenire sui disturbi del sonno. Essa consiste essenzialmente in una psicoeducazione, in un rafforzamento delle associazioni tra il letto e il momento di andare a dormire e in una ristrutturazione dei pensieri disfunzionali legati al sonno. Il trattamento dell’insonnia ha come obiettivo primario quello di migliorare la qualità e la quantità del sonno e i sintomi diurni correlati al disturbo.

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Dott.ssa Sara Garibaldo – Psicologa Roma San Paolo Ostiense – Ricevo presso lo Studio PsiCo a largo Luigi Antonelli 14 a Roma.questi